Anche quest’anno abbiamo risposto alla Call for Artists di CHEAP, il progetto di arte pubblica che dal 2013 porta sui muri di Bologna immagini e parole capaci di interrogare il presente, attraverso il linguaggio del manifesto.
Per il 2026, CHEAP ha scelto come tema “Conflitto e Cura”: non due concetti contrapposti, ma due pratiche che si intrecciano e si alimentano a vicenda. Perché prendersi cura non significa necessariamente pacificare, ricomporre, rendere tutto più accettabile. A volte la cura significa opporsi, sottrarsi, resistere.
È da questa prospettiva che abbiamo sviluppato i nostri due poster. Da due corpi che stanno insieme. Da una parola che diventa immagine. Da un messaggio che passa attraverso i corpi e si completa soltanto nella relazione tra loro.
YOU CAN’T STOP US
Nessun protagonista singolo. Nessun volto da identificare. Il soggetto non è l'individuo, ma una collettività che si riconosce nella possibilità di stare insieme.
Non importa chi siano. Importa che siano unit*. E che non intendano fermarsi.


KEEP FIGHTING
Qui il messaggio si costruisce attraverso due parole distribuite tra le figure, attraversa i corpi e lo spazio dell'immagine.
La keffiyah introduce nel poster un riferimento esplicito alla Palestina, alla sua storia di resistenza, alle lotte per la libertà e l'autodeterminazione.
Non è un elemento decorativo, ma un segno politico.
Un modo per affermare che la solidarietà non è astratta e che le lotte attraversano confini, territori e comunità.


Arte pubblica e resistenza
Come ogni anno, la partecipazione a CHEAP Bologna è anche un'occasione per tornare a ragionare sul ruolo dell'arte pubblica.
Portare un'immagine sui muri significa sottrarre temporaneamente un luogo alla comunicazione commerciale e istituzionale per trasformarlo in uno spazio di parola, confrontandosi con un contesto che, per sua natura, non è neutrale.
Un manifesto può ricordarci che la città non è soltanto un luogo da attraversare o consumare, ma anche un territorio da abitare, rivendicare e trasformare.
Per noi, anche questo significa cura. Non una cura neutra, pacificata, priva di conflitto, ma una cura che prende posizione. Una cura che costruisce solidarietà.
Come collettivo YELETRES, ci interessa utilizzare l'immagine non soltanto per rappresentare il presente, ma per prendere posizione dentro il presente.



Conflitto e cura non sono due strade opposte. Sono parte della stessa pratica.
In conflitto.
Con cura.
You can't stop us.
Keep fighting.
Foto di Margherita Caprilli
Il poster "You can't stop us" è disponibile sullo shop di Cheap in formato: 50×70 cm - stampa digitale su carta patinata opaca da 120 gr.